L’inizio

Di libri digitali se ne parla ormai da tanto tempo. Per chi non lo sapesse, i primi progetti sulle interfacce di lettura e la digitalizzazione dei testi presero avvio agli inizi degli anni ’70, mentre i primi veri successi dell’eBook avvennero tra il 1998 e il 2001 — soprattutto grazie alla prima generazione di lettori dedicati, gli eReader. Gli anni passarono, e gli eBook iniziarono ad annoiare, troppo simili al libro cartaceo, visto ancora come nettamente superiore al digitale. Così, il formato .ePub, ormai affermatosi come standard, venne ricoperto delle potenzialità del web; una specie di “sito web in una scatola”, con tutte le potenzialità ad esso correlate.

Sono ormai passati sei anni dai primi libri interattivi in formato .ePub3, ma il mondo editoriale non sembra ancora guidare alcuna rivoluzione digitale. Pochi i progetti e ancor di meno le vendite.

Quali sono dunque le cause di tale insuccesso? Si può parlare davvero di insuccesso o è il mondo dell’editoria stesso la causa di tali rallentamenti?

Il contesto in cui tali cambiamenti si stanno rapidamente verificando restituisce un’immagine confusa. La lettura in senso stretto sembra in aumento, ma va ben oltre i confini del libro. A ragione, l’esperto di tecnologia Kevin Kelly descrive come “people of the screen” le nuove generazioni di nativi digitali. Accanto alla lettura solitaria e silenziosa, gli ambienti digitali permettono la condivisione di opinioni, di frammenti di contenuto e creano comunità intorno al libro.

L’editore digitale deve essere molto più che un ottimo curatore. Deve infatti garantire eBook non soltanto precisi e accattivanti dal punto di vista grafico — o multimediale, nel caso degli enhanced books — ma anche metadati digitali completi che assicurino la reperibilità dei titoli su piattaforme, motori di ricerca e biblioteche, fondamentali per un prodotto che non ‘esce mai dallo scaffale’ e soprattutto che risponda ai requisiti di accessibilità e usabilità, non a caso parole chiave del World Wilde Web.

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L’idea del blog è nata molto naturalmente. Dopo aver scritto una tesi magistrale sull’editoria digitale multimediale, e aver prodotto il mio primo enhanced eBook crossdevice, ho capito che in Italia c’è ancora molta diffidenza nei confronti degli eBook.

Grazie alle nuove tecnologie per gli editori si aprono immense possibilità che richiamano tuttavia altrettante immense difficoltà. Troppi sono coloro che non conoscono o non si vogliono servire del potenziale espressivo a disposizione, sfruttando le caratteristiche specifiche del formato digitale.

C’è ancora a oggi molto lavoro da fare per garantire una totale leggibilità su ogni dispositivo; non solo nel campo dei produttori di device, degli sviluppatori di software e dei formati digitali, ma anche per formare i nuovi protagonisti dell’editoria.

Sperimentare mi è sempre riuscito bene; allora tentiamoci anche qui. Imbarchiamoci in quest’avventura, magari ne esce qualcosa di buono: io comunque vado avanti.

Chi sono

Mi chiamo Alessandro Bonalume, sono di Milano, ho 26 anni e mi sono da poco laureato in Informatica Umanistica — percorso editoria elettronica all’Università di Pisa. Appassionato del mondo digital e di libri, mi lascio sorprendere da un mare in tempesta come da un nuovo prodotto tecnologico.

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