eBook e i diversi formati: come scegliere?

Negli articoli precedenti si sono date informazioni teoriche per comprendere un panorama in continua evoluzione. Ma riprendiamo alcuni concetti chiave.

Il libro cartaceo è un oggetto insostituibile per molti aspetti che l’eBook non è ancora stato in grado di eguagliare: affettivo, estetico, sensoriale, simbolico o abitudinario. D’altro canto, l’eBook presenta vantaggi pratici cari a quest’epoca. Come la salvaguardia di ingombri — in un eReader di 150 grammi possono essere immagazzinati più di 1000 eBook, l’equivalente di almeno due pareti adibite a libreria — o un impatto minore sull’ecosistema — energia, consumi e risorse molto ridotti per creare un eBook rispetto a un libro cartaceo (carta, inchiostro, trasporti e copie invendute). Inoltre, un eBook è facilmente reperibile in qualunque momento e in qualunque luogo, e risulta comodo per chi viaggia e per chi studia, non più costretto a dover scegliere un volume piuttosto che un altro per non portare con sé troppi e pesanti libri cartacei.

L’eBook, è oggi considerato, in base alle situazioni e alle esigenze, un’integrazione importante al supporto cartaceo. Ma se nel caso del libro cartaceo l’editoria tradizionale vanta secoli di esperienza e di miglioramenti, l’editoria digitale, seppur in rapidissima — ma caotica — evoluzione, presenta ancora molte problematiche.

La realizzazione di contenuti elettronici implica innanzitutto una scelta sul formato da utilizzare, che deve tener conto non solo del software per la creazione di tali contenuti, ma anche dei relativi dispositivi di lettura o delle applicazioni di cui si servirà il fruitore. La scelta di un editor per eBook, inoltre, implica inevitabilmente il dover considerare anche le piattaforme di distribuzione e di vendita spesso e purtroppo legate a questi.

Ma andiamo con ordine. Per prima cosa il formato. Nel panorama degli eBook esistono moltissimi formati con differenti caratteristiche.

Il formato è una convenzione che indica le modalità di memorizzazione di un documento elettronico, definendone le caratteristiche e consentendo al computer di leggere, scrivere e interpretare in modo corretto i suoi contenuti.1

Come accennato, i formati per eBook sono molto numerosi, ma possono comunque essere ordinati in vari modi. Una distinzione pratica già considerata è quella tra formati a impaginazione fissa e formati a impaginazione variabile.2 A volte, invece, i formati sono legati a uno specifico software con cui il file può essere correttamente aperto ed elaborato. In casi come questi i formati sono detti proprietari.

Solo citato, il file PDF risulta essere il principale concorrente del formato ePub. Si tratta di un formato a impaginazione fissa e proprietario, elaborato da Adobe3 e divenuto uno degli standard più diffusi (tanto da essere riconosciuto ufficialmente anche dall’ANSI4) per la produzione, la distribuzione e la stampa di documenti elettronici.

Il formato PDF (nell’originale Portable Document Format, ‘formato trasportabile per i documenti’) è stato in effetti creato da Adobe System nel 1993 per risolvere le difficoltà legate al trasferimento di file impaginati da computer diversi, spesso dotati di sistemi operativi differenti.5

Tuttavia, molti editori digitali ritengono un enorme sbaglio quello di affibbiare ai prodotti in formato PDF l’etichetta di eBook — affermazione con cui mi trovo perfettamente d’accordo.

Ogni file PDF contiene informazioni complete sul modo in cui il documento deve essere presentato. La creazione di un eBook in formato PDF potrà avere un indice dei contenuti, differenziazione dei capitoli, dei paragrafi, delle note a piè di pagina ed essere considerato a tutti gli effetti un vero e proprio libro digitale che, se coadiuvato da un buon dispositivo, offrirà al lettore un’esperienza di lettura davvero simile a quella su carta. Oltre al testo, il documento può inoltre includere i font usati, i file grafici da inserire e le informazioni sul modo in cui tutto questo debba essere combinato, preservando il layout originale del documento su qualsiasi dispositivo venga impiegato per la sua visualizzazione o qualunque sia la piattaforma con la quale venga stampato. Proprio per questi motivi però risulta poco flessibile e legato necessariamente alla dimensione del documento impostato durante la creazione del file. Per esempio, se il testo originario fosse stato pensato per un foglio in formato A4 — 21×29,7 cm — e il file venisse letto su un lettore con uno schermo con dimensioni minori, la lettura sarà disagevole costringendo il fruitore a continui ingrandimenti provocando così rallentamenti durante la lettura.6

Oltre al PDF, esistono formati pensati appositamente per il libro digitale. Due formati piuttosto utilizzati, resi famosi a causa soprattutto del supporto sul quale vengono letti, sono il formato mobi e il formato azw. Mobi è un formato creato nel 2000 dalla Mobipocket SA, società francese acquistata nel 2005 da Amazon. Gli eBook creati con questo formato possono contenere contenuti complessi, includere comandi di navigazione avanzata, supportare l’indicizzazione, supportare i dizionari e avere un alto grado di compressione. Come formato è stato ormai largamente sostituito dall’ePub, ma nel frattempo è diventato la base del formato azw, il formato proprietario di Amazon.

Azw è un formato proprietario sviluppato da Amazon appositamente per il lettore Kindle. Esso affonda le sue radici nel formato mobi, ma ha una migliore compressione, oltre ad alcune ulteriori modifiche. I file in questo formato possono essere ottenuti solo dalla libreria online Amazon.

Il formato AZW contiene un sistema di DRM (Digital Rights Management) limitato e l’apertura dei file viene bloccata poiché l’ID del dispositivo Kindle viene registrato automaticamente con l’account utente dell’acquirente del libro all’interno dello store di Amazon.7

La protezione DRM8 limita così la visualizzazione dei file solo ed esclusivamente sui dispositivi che l’utente ha registrato a suo nome e che possono accedere alla biblioteca di Kindle su Amazon. Questo a volte può rappresentare un grosso limite. Ad esempio, se si decidesse un giorno di comprare un eReader diverso dal Kindle, tutti gli eBook legalmente acquistati su Amazon non potranno essere letti che sul vecchio device.

Il formato azw3, noto anche come KF8, è una variante del formato azw. Supportato in principio solo dai tablet Kindle Fire, è ad oggi leggibile dalla quarta generazione di Kindle e dai software Kindle per PC/Mac. Rispetto al formato azw o mobi, KF8 supporta più stili, font e layout. Inoltre, come ePub3, supporta HTML5 e CSS3. Col tempo questo formato tenderà gradualmente a sostituire gli eBook in formato mobi.9

Altri formati proprietari sono stati messi in commercio più o meno da tutti i produttori di eReader. Fortunatamente la maggior parte di questi sono comunque basati su ePub, garantendo agli editori di poter fare affidamento su un unico file per la distribuzione. I più diffusi formati proprietari in Italia basati su ePub sono il formato iBooks10 della Apple e il formato KePub di Kobo.

Come avviene per qualsiasi file del nostro computer, i diversi formati di eBook devono essere letti con programmi specifici, e non tutti i formati vanno d’accordo con tutti gli strumenti. Queste limitazioni pongono l’editore a dover scegliere.

Ogni formato ha punti di forza e punti di debolezza. Poiché non si può indicare un unico scopo per la realizzazione di libri digitali, la scelta tra un formato e l’altro dipende di regola dal modo in cui le forze e le debolezze si adattano a un determinato progetto.11

A seconda del progetto dunque un formato può risultare la scelta giusta o quella sbagliata: non esiste una soluzione valida in tutte le circostanze, e solo l’analisi del lavoro permette di scegliere di volta in volta il prodotto più adatto.

Facendo un esempio pratico, l’invariabilità dell’impaginazione del formato PDF rappresenta un punto di forza per alcuni impieghi e un punto di debolezza per altri. Mentre la fluidità del formato ePub, lo rendono molto più flessibile permettendo inoltre la modifica di alcune sue parti da parte del lettore durante la fruizione del contenuto.

Come si può immaginare, se il principale pregio dell’ePub è il suo essere riadattabile, i layout fissi vengono spesso identificati come il formato PDF.

Naturalmente, l’ePub ha alcune differenze significative nel modo in cui implementa i layout fissi rispetto al PDF. Una differenza chiave è che l’ePub non richiede una scelta ‘tutto o niente’ durante la creazione di una pubblicazione layout fisso: gli ePub possono mescolare documenti scorrevoli e fissi nella stessa pubblicazione.12

Inoltre, dispone di proprietà che consentono di definire il synthetic spreads13, per il rendering del contenuto, e di sincronizzare audio con l’evidenziatura del testo corrispondente (Media Overlays).

Gli ePub3 a layout fisso infine, presentano le medesime potenzialità dell’ePub3 reflowable, ovvero essere un formato non proprietario, che supporta il CSS3 e un’interattività avanzata — talvolta non supportata neppure da ePub3 reflowable. Ne parleremo in dettaglio nei prossimi articoli.


Fonti

1 Teresa Lupia, Mirko Tavosanis, Vincenzo Gervasi, Editoria Digitale, UTET, 2011, p. 5

2 Cfr. ivi, p. 28

3 Informazioni su Adobe, Adobe

4 L’American National Standards Institute è un’organizzazione privata senza fini di lucro che definisce standard industriali per gli Stati Uniti. In About ANSI, ANSI-American National Standards Institute

5 Lupia 2011, p. 30

6 Cfr. Il mondo dei lettori ebook, eBookReaderItalia

7 Formati ebook e conversioni di file: Epub, Mobi, Azw, Pdf, kindleitalia.com

8 Si legge in Ho un Kindle: posso leggere gli ebook di MLOL?, BiblioMediaBlog: “Il Digital Rights Management, letteralmente ‘gestione dei diritti digitali’, è una tecnologia che consente di proteggere il diritto d’autore degli eBook, grazie a sistemi di cifratura che vincolano il documento all’identità dell’utente, impedendone la copia o l’utilizzo improprio. La scelta dell’utilizzo o meno del DRM, così come la tipologia di DRM da applicare agli eBook è a discrezione dei singoli editori.”

9 Kindle Format 8 Overview, amazon.com

10 iBooks Author, Apple

11 Lupia 2011, pp. 33

12 Matt Garrish e Markus Gylling, EPub 3: le tecniche migliori per pubblicare ebook, Tecniche nuove, Milano, 2013, p. 72

13 Si legge in Garrish 2013, p. 74: “uno spread sintetico è quando il sistema di lettura crea due pagine adiacenti contemporaneamente sulla schermo del dispositivo.”

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