Facciamo il punto

Risulta ormai chiaro come, ancora oggi, non sia possibile poter parlare di una vera e propria editoria digitale libera e indipendente, da poter creare e utilizzare universalmente.

Ciò che si cerca di creare è un libro che non sia vincolato né al supporto né alla piattaforma. Se è vero che un libro è un libro, non si può cadere nel tranello che, essendo elettronico, debba sottostare alle regole del maggior offerente. Le soluzioni esistono, e non sono scappatoie. Un aiuto alla creazione di uno standard è proprio quello di promuovere al suo utilizzo, e se è vero che ePub è il nuovo standard libero dell’editoria, allora gli editori devono utilizzarlo.

Il problema rimane — per alcuni — la sua creazione. Non tutti conoscono i linguaggi che sottostanno al formato ePub, e le scelte più semplici sono quelle di affidarsi a un editor che faccia il lavoro ‘sporco’. Ma come si è visto tutto ha un prezzo, monetario e di utilizzo. Molti editor infatti permetto di esportare il file creato solo in determinate piattaforme. iBook Author ha un mercato piuttosto ampio, ma Aquafadas non è così conosciuto, e affrancarsi da esso ha un prezzo elevato.

Non solo l’editore, ma anche il lettore è insoddisfatto.

Per quanto si continui a dire che comprando un eBook si acquista solamente il diritto ad accedere al prodotto e non il suo possesso, io fatico ancora ad attenermi a questa prospettiva e quando compro un libro, di carta o di bit, lo faccio per averlo e non per poterci accedere.1

La scelta migliore sarebbe quella di utilizzare un software come Sigil che permette la creazione di eBook in formato ePub e ePub3 con la possibilità di avere un file personale, libero da ogni costrizione. La creazione di eBook, infine, non riguarda solo aspetti tecnici e organizzativi, ma comporta anche precise scelte, anche culturali. Occorre ragionare sulle diverse esigenze del digitale rispetto a quelle consolidate del libro cartaceo, e pianificare al meglio le possibili strategie.

Nei prossimi articoli si affronteranno queste questioni.


Fonti

1 Marta Manfioletti, Perché non comprerei più un Kindle, e-letteratura

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