Siamo fermi al 1998

1998

Oggi introduco un nuovo filone, più tecnico che teorico: la realizzazione di un eBook.

Perché di eBook ce ne sono tanti, diversi e con potenzialità quasi infinite. Come sempre voglio essere chiaro: la digitalizzazione del cartaceo non mi interessa. Ma è questo il panorama che si presenta oggi in Italia. eBook fotocopie del cartaceo, senza troppi margini di miglioramento. Fermi al 1998, molti editori non cambiano le carte in tavola.

Colpa forse la mancanza di fondi?

L’ultimo report sul mercato librario presentato al Salone internazionale del Libro di Torino nell’ambito del convegno ‘Sarà tutta un’altra storia – Il nuovo inizio del XXI secolo’ dall’AIE, mostra però una crescita del 0,1% nei canali di trade. Un dato positivo rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-2,6%) chiuso però in conferma con l’attuale crescita — il dato complessivo infatti risultava del +0,7% e che, comprendendo gli eBook, raggiungeva il +1,6%.1 Nonostante la crisi, nonostante l’impatto del digitale che ha modificato regole e processi consolidati da decenni, nonostante gli scenari macroeconomici (la minor disponibilità di spesa delle famiglie), nonostante lo scenario internazionale con cui gli editori italiani si stanno confrontando, la filiera editoriale sta forse affrontando un periodo di sollievo.

Inoltre, per quanto riguarda i costi per la realizzazione e pubblicazione di un libro digitale, in rapporto al libro cartaceo, si trovano alcune differenze significative.

Innanzitutto lo sviluppo dell’opera prevede la scelta del formato da utilizzare, dei relativi strumenti per la realizzazione e dispositivi e software di lettura. Questa scelta determina costi non presenti nel caso del cartaceo. Costi che aumentano all′aumentare dei diversi media scelti come supporto alla lettura. Realizzare un audio o un video può portare ad avere dei costi molto alti giustificati dalla professionalità sia del producer che degli attori protagonisti.

Tuttavia, al termine della fase di editing, contrariamente a quanto avviene nel caso del libro cartaceo che deve andare in stampa, l’opera digitale è pronta per la distribuzione. L’assenza della fase di stampa è in moltissimi casi una differenza sostanziale in termini di costi. Nel caso del libro cartaceo infatti il costo totale di stampa aumenta proporzionalmente al numero di copie realizzate (pensiamo nello specifico ai libri di fotografia). Nel caso del digitale invece, il costo della realizzazione è fisso; una volta realizzato il file, questo può essere scaricato dagli acquirenti per un numero infinito di volte. Allo stesso modo non ci sono costi aggiuntivi per le eventuali riedizioni. Nel caso del cartaceo queste possono implicare un nuovo lavoro di impaginazione, di design grafico e di stampa.

Diversa è anche la fase di distribuzione. Nel caso infatti del libro digitale non ci sono prodotti fisici da trasportare, ma portali web specifici sui quali renderlo disponibile per la vendita. Simili infine sono i costi promozionali necessari per raggiungere il lettore.

Nel frattempo però, la rivoluzione digitale, con la diffusione pervasiva di internet e delle sue innumerevoli applicazioni, ha prodotto profondi cambiamenti; non solo nelle abitudini quotidiane e nei comportamenti individuali e collettivi, ma anche nel campo della cultura, in ragione dell’uso ormai comune delle nuove tecnologie anche per la produzione e la trasmissione del sapere.

A questo proposito, l’istituto Censis, in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, ha realizzato, pubblicata a inizio 2016, un′inchiesta sul sapere nell’era digitale. Ne emergono dati interessanti sulla matrice dei mezzi utilizzati con più frequenza ai fini culturali, per acquisire nozioni in diverse discipline. Nonostante l’allarme tra intellettuali ed esperti dell’apprendimento sugli effetti di una simile trasformazione, i dati dell’inchiesta dimostrano che non si abbia ancora rinunciato alla cultura codificata e strutturata data dai libri. Allo stesso tempo, gli effetti positivi di quella che è stata chiamata una ‘disintermediazione digitale’, vengono rinvenuti nella possibilità di produrre una ‘cultura on demand’ attraverso la costruzione di una bibliografia multimediale personalizzata.2

I volumi cartacei e i libri in formato digitale non appaiono tuttavia prodotti editoriali alternativi e necessariamente in competizione. Da quanto emerge dal report statistico sulla lettura in Italia pubblicato dall’Istat a inizio 2016,

sono soprattutto le persone che hanno una maggiore confidenza con i libri tradizionali ad avvalersi delle innovazioni tecnologiche e delle opportunità di acquisto online, dal momento che i valori percentuali crescono in misura direttamente proporzionale al numero di volumi cartacei posseduti in casa. La quota di acquirenti che hanno comprato online libri ed eBook passa, infatti, dal 13,3% dei 16-74enni che hanno non più di 50 libri, al 37,6% di quelli che ne hanno in casa oltre 200.3

Un segnale forse positivo, anche se ancora flebile, è dato dal fatto che circa il 6% di quanti non hanno libri in casa — 9,1%, pari a circa 2,3 milioni di famiglie (quasi una famiglia su dieci)4 — hanno tuttavia navigato in Internet negli ultimi tre mesi, letto online o scaricato libri o eBook.

Sembra dunque difficile evitare la conclusione che vede nella diffusione della fruizione di contenuti digitali e dell’uso di dispositivi mobili una delle cause della crisi della lettura ‘tradizionale’ e dell’editoria cartacea.5

La diffusione dei libri in versione digitale e degli eBook potrebbe rappresentare in prospettiva un nuovo canale di accesso alla lettura per le famiglie che non hanno grande familiarità con librerie e libri cartacei; se si pensa poi alla diffusione di tablet e smartphone con schermi con ottime risoluzioni, un nuovo modo di fare editoria potrebbe prende piede, se solo fossimo disposti a progredire.


Fonti

1 Monica Manzoni, Il mercato del libro in Italia. Dinamiche e approfondimenti, Nielsen, 2016

2 Censis, La trasmissione della cultura nell’era digitale. Rapporto finale, 2015

3 Istat, La lettura in Italia, 2015

4 Ibidem

5 Gino Roncaglia, Crisi dell’editoria e diffusione del digitale, Doppiozero, 2014

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